Complicato arrivo di Tadao

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Vinta per un soffio  l’asta su e.bay  (immagine: Alb sudatisssimo nella sua sedia in studio con ancora sull’indice l’impronta dell’ultimo clic, quello definitivo. Sullo schermo, il letto aggiudicato che ci guarda trionfale) l’odissea vera è la questione trasloco.
Lunedì, alle due del pomeriggio, la proprietaria di Tadao chiama per dire che non si è visto nessuno: lei deve essere da tutt’altra parte di Roma, ha già rinviato per gentilezza un appuntamento, se ne sta piantonata come un girasole in mezzo alla strada da tutta la mattina, in compagnia dell’imballo. Il tempo è scaduto…
E’ in questo momento che si spalanca il tunnel del call center.
Signorina numero 1 (inizio assertivo)
-    Salve, sono Marika. In cosa posso esserle utile?
-    Salve, chiamo da Belluno.
-    Dica.
-    Senta, abbiamo prenotato il ritiro di un pacco ma non si è visto ancora nessuno…
-    Mi dice il codice?
-    Certo: 60908
-    Sì, risulta al computer che deve essere ritirato
-    eh, ho chiamato apposta per questo: avevamo chiesto come limite le 12.30
-    veramente qui c’è scritto le 13.30. Avrebbe dovuto prenotare
-    Guardi che io HO prenotato. Non so perchè le risulti quell’orario, perchè la signora da cui si trova l’imballo se ne sta andando. Ha aspettato per un’ora
-    Non saprei che dirle, il pacco deve essere ritirato
-    Certo, che deve essere ritirato. Mi può dire quando arriverà il vostro fattorino?
-    No, mi dispiace.
-    Ma come, scusi. E io come faccio ad avvisare la signora?
-    Non possiamo parlare con l’operatore.
-    E ALLORA?
-    La signora deve aspettare.
-    ma se le ho detto che siamo già fuori tempo massimo.
-    Guardi, io più di così non posso aiutarla
-    AIUTARMI? E IN COSA MI STA AIUTANDO? SENTA, GUARDI CHE MI STO ARRABBIANDO: VI DICO UN ORARIO E L’ORARIO NON E’ QUELLO, NON SAPETE DIRMI DOVE STA IL FATTORINO, NON SI SA A CHE ORA IL PACCO VERR…
-    Un momento, prego
Seguono: sette minuti di musichetta.

Nel frattempo Andreina – così si chiama la proprietaria del nostro letto – non sa che pesci pigliare.
Riprovo. Questa volta, meno assertiva.

Call Center numero due.
- Sì, buongiorno, sono Angela. In cosa la posso aiutare?
- Senta, chiamo da Belluno, vi ho prenotato il ritiro di un pacco a Roma, mi avete sbagliato orario, la proprietaria se ne sta andando, il pacco non si sa dove metterlo, voi mi dite che non sapete dov’è il fattorino e che non si può chiamare. Secondo lei, se metto un cero a Sant’Antonio, ho più probabilità di ricevere il letto in cui dovrò dormire, o continuo a farmi appioppare un’altra ora della vostra musichetta di attesa?
(l’altra salta sulle difensive)
-    guardi che noi siamo qui per dare un servizio.
-    e meno male
-    e se lei continua a parlare, io come faccio ad aiutarla?
-    veramente mi chiedo in cosa mi avete aiutato fino ad ora
-    e se lei continua ad avere questo tono…
-    senta signorina, lei non c’entrerà niente, ma io mi sto un poco girando i bagigi
(piccatissima: i bagigi l’hanno fatta saltare dalla sedia)
-    ma la smette? la smette di offendere? come posso trovare una soluzione se lei continua a parlare? se lei continua a parlare io non riesco a ragionare!
-    va bene. guardi che ora sto venti secondi in silenzio, il numero del pacco è 60908
-    un attimo
(anvedi: altra musichetta)
dopo un po’ la nasaloide ripiglia la cornetta trionfante
- sì, qui risulta che il nostro operatore è passato, ma non c’era nessuno. alle 11.30. e ha lasciato l’avviso
- strano, la signora mi dice che non si è mossa dal posto
- non avrà sentito il citofono
-e adesso quando ripassa?
- non lo so, signora, come faccio a saperlo?
- mi dica lei.
- se proprio insiste, l’unica maniera è che la signora che aspetta il fattorino ci chiami lei.

La terza chiamata al call center (dopo avere scoperto che gli ordini si erano confusi, che la strada era senza sbocco e dunque impossibile non vedere un furgone che arrivava, che di avvisi manco l’ombra, che in altra via risultava che si poteva ritirare il nostro letto “al magazzino di fronte basta suonare”, ecc ecc ecc ) non la posso raccontare. Intanto perchè non ho un maiuscolo abbastanza maiuscolo, e poi perchè si finisce sull’hard pesante.
Il pranzo l’ho saltato. Ho scoperto, però, che ogni volta che chiami risponde un call center diverso, tra tutti quelli sparsi in tutta Italia (ma qualcuno dice anche: in India). Come dire: una garanzia di sfiancamento.
Il nostro Tadao-Flou di Vico Magistretti è stato ritirato il giorno seguente, al pomeriggio. Andreina, gentilissima compagna di questa maratona a ostacoli, ci ha confortato via cavo del ritiro, prima di spadellare in tavola un piattone di straccetti freschi.
Tadao-Flou è arrivato in quel di Belluno due giorni dopo.
Ma, naturalmente, l’invisibile omino del furgone non si è materializzato: il suo avviso di passaggio, invece, sì.
Seguito: altro giro di telefonate.
“Spiacenti, ma i nostri operatori non possono chiamare i destinatari per avvisare di quando ripassano, non sono abilitati per le chiamate in uscita. Non possiamo sapere se la consegna avverrà di mattina o di pomeriggio. E neanche a che ora”.

commento (finale): sticazzi.

Pubblicato in: on Giugno 26, 2007 at 9:01 pm Commenti (2)

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2 Commenti Leave a comment.

  1. Storie di ordinaria consegna. Ma comunque tutto è bene ciò che finisce bene. Ma i letti dell’Ikea non vi piacevano????

  2. NON SO DA QUANT’è CHE NON RIDEVO COSì…..LO SO CHE NON SI RIDE DELLE “DISGRAZIE ALTRUI” MA HO VISTO (IMMAGINADOLA) TUTTA LA SCENA PROPRIO DAVANTI A ME….AD OGNI MODO I CALL CENTER SONO UNA DELLA PIAGHE DEGLI ANNI 2000, CREDONO CHE RISPONDENDO AL TELEFONO TI FACCIANO SOLO CHE UN PIACERE COME DIRE “SEI GIà FORTUNATO CHE SONO QUA AD ASCOLTARTI, CHE ALTRO VUOI?!”…VODAFONE HA DEGLI ESEMPLARI MAGNIFICI DELLA SPECIE, PECCATO CHE INVECE DEGLI ANIMALI NON SI ESTINGUANO LORO! VI AUGURO ALLA FINE SOGNI D’ORO SUL VS. NUOVO LETTO…A PRESTO. BACI LA CICCI


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