Da due mesi che sono aperti i lavori (in fondo non c’erano molte cose da fare, visto il budget ridotto) e nella casa sono passate ormai decine di persone, consulenti, artigiani, trasportatori. Ognuno con il suo stile, le sue scarpe, la propria scatola degli attrezzi. Se c’è una competizione, nel tipico stile maschile, è proprio sull’ultimo modello di trapano o sulla scatola contieni tutto stile Eta Beta.
E’ passato Mamo, il tutto fare che ci ha salvato da un tracollo di coppia. Caffè corretto brandy alle otto di mattina, canottiera senza maniche, fisico mingherlino ma in grado di portare più pesi dell’ultimo ragazzino palestrato firmato D+G. E’ l’elemento universale, il collante, l’uomo in grado di chiamare altri simili specializzati nel lavoro più tecnico anche alle cinque del pomeriggio.
Attorno a Mamo s’è visto Lollo, il ragazzo rivestito di scarponi e tatuaggi, timido e duttile, che passa dal dipingere di bianco l’ultima porta rimasta, al levigare le parti più recondite di larice.
Per un attimo Adelmo, detto il saggio, ha risalito i quattro piani per valutare la situazione iniziale. Basta una sua inclinazione leggera della testa per intuire il verdetto che attende l’appartamento. Lui è in cima alla scala gerarchica: stamina 90, saggezza 200 e molteplici armi segrete. Mamo e Lollo attendono in silenzio i suoi verdetti.
E’ passato il nonno_buca_tutto, un elettricista in pensione con molti più capelli di me, che anche se trova delle lastre di lapislazzuli appena poste, fora qualsiasi cosa che abbia una densità superiore al vapore per ricavare tracce e per stanare l’ultimo cavo nascosto nei secoli, facendo riprecipitare la casa sotto la soglia del cantiere.
Per una mattina il trasportatore dell’Ovvio (una versione dell’Ikea più cara ma leggermente più resistente) che con estrema sicumera ha pontificato sui benefici del mobile bagno in rovere sbiancato, facendo il suo lavoro con precisione.
Purtroppo l’idraulico mario bros, vago personaggio che posa vasche nelle vasche e che non finisce i lavori sparendo nel nulla come in un livello di un videogame.
Il falegname Doro, artigiano sorridente che sistema comunque tutto, anche le cose più intricate. Si favoleggia che anche se non viene nell’appartamento, continui a lavorare sulle tue porte, scuri e variegate mensole che in realtà arrivano l’ultima ora dell’ultimo giorno utile.
In tutto questo, la cosa strepitosa è stato scoprire la rete di aiuti che esiste tra loro: un giorno il tuttofare aiuta il falegname a finire il cantiere, il giorno dopo il falegname toglie dalle peste il tuttofare per la taverna da consegnare.
Nel frattempo la polvere e la segatura non vogliono abbandonare la mansarda.
La regola è: se la sera pulisci sperando che il giorno dopo non si faccia più polvere, il giorno dopo sarà tutto come prima.
La cosmogonia dei 75 mq.
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